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Lo spannolinamento

May 3, 2024

9 min read

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...SPANNOLINIAMO !


L’addio al pannolino è una fase delicata nella crescita del bambino e comporta nuove consapevolezze e significati educativi, è uno dei traguardi più importanti da raggiungere.


I metodi per lo spannolinamento sono cambiati più volte nel corso del tempo e in passato il traguardo si raggiungeva intorno all’anno di età. Tuttavia le modalità utilizzate non erano particolarmente rispettose del bambino: i piccoli venivano costretti a orari fissi sul vasino fino all’evacuazione, talvolta dovendo subire sgridate e punizioni se qualcosa non andava come previsto.


Intorno agli anni 60 iniziano a consigliare un approccio diverso per togliere il pannolino, riconoscendo i bisogni del bambino e i suoi tempi di sviluppo.


E' il bambino a diventare protagonista attivo dell’intero processo e i genitori devono aspettare che egli sia pronto ad abbandonare il pannolino (individuando alcuni segnali della sua volontà e consapevolezza), senza fretta o pressioni.


Oggi l’approccio centrato sul bambino (con diverse varianti) è una delle modalità più utilizzate nel processo di “spannolinamento”, tuttavia l’età in cui iniziare è sempre più spesso prolungata nel tempo.


QUANDO SI INIZIA ?


Prima di tutto bisogna capire se il bambino è pronto, a volte c'è chi inizia prima, a volte chi inizia dopo, non è una gara ed è del tutto normale, ognuno ha i suoi tempi di crescita.

L'età in cui viene inserito solitamente è dai 18 ai 24 mesi.

Ci sono però tantissimi bambini che tra i 3 e i 5 anni (a volte anche 6 anni) si portano appresso enormi pannoloni. Su questo aspetto – così come per altri, per esempio imparare a parlare e a camminare – non vi è un’età in cui togliere il pannolino uguale per tutti, ma bisogna tenere presente che eccessivi ritardi in questa acquisizione fisiologica possono comportare per il nostro bambino una serie di problematiche da non sottovalutare.


Educazione precoce

Allo stesso tempo, si stanno diffondendo esperienze di educazione precoce (ad esempio Elimination Communication): fin dai primi mesi di vita, i genitori, senza costrizioni o punizioni, possono aiutare il bambino nel processo della minzione e della defecazione, e ciò gli permetterà di essere autonomo molto presto.


Si stanno gradualmente diffondendo anche in Italia: si tratta di un percorso impegnativo per i genitori, ma dagli innegabili vantaggi per il bambino. Un’altra strada educativamente valida consiste nel mettere insieme l’approccio centrato sul bambino, che riconosce i bisogni, le caratteristiche e i tempi unici di sviluppo di ogni bambino, con un’educazione precoce maggiormente guidata dai genitori (prima dei 18 mesi).


Quando parliamo di educazione precoce non ci riferiamo solo a “cacca e pipì”, ma a tutte quelle attenzioni che i genitori possono mettere in pratica per favorire nel bambino la conoscenza e la cura del proprio corpo e lo sviluppo dell’autonomia.


Il cambio del pannolino, il bagnetto, la vestizione possono divenire occasioni, sin dalla nascita, per aiutare il bambino a entrare in contatto con il proprio corpo, scoprendolo tramite le carezze e i giochi di mamma e papà. Il neonato farà poi esperienza delle sensazioni corporee (caldo/freddo, asciutto/bagnato) e inizierà a muoversi nell’ambiente utilizzando le parti del proprio corpo con sempre maggiore consapevolezza e competenza.


Dedicare tempo e attenzione a questi momenti, senza dare al bambino giocattoli con cui distrarsi, così come descrivere con calma quanto accade («Adesso sei asciutto»; «Ora hai fatto la cacca»; «Facciamo un massaggino alla pancia»), serve a gettare le basi per una relazione profonda con il proprio corpo e quindi con sé stessi, ed è in questo senso anche un’attività propedeutica alla successiva autonomia sfinterica.


Fare amicizia con il gabinetto per togliere il pannolino

Il bambino può familiarizzare con il vasino e/o con il gabinetto (utilizzando un riduttore) sin dai primi mesi di vita, da quando è in grado di stare seduto da solo. I genitori, osservando il bambino, impareranno a riconoscere da alcuni segnali che si sta preparando per fare cacca o pipì, anche prima che cominci a parlare (ad esempio, in base al tipo di pianto, all’orario, a espressioni o comportamenti particolari, alla relazione con i pasti).


Se possibile, i genitori dovrebbero dunque portare il bambino in bagno quando compaiono i “segnali premonitori”, rendendo l’utilizzo del vasino o del gabinetto un gesto normale e quotidiano che fa parte delle abitudini familiari. Ciò non significa abolire completamente l’uso del pannolino, ma preparare la strada al momento in cui il bambino sarà pronto per farlo.


In alcune occasioni il tutto si risolverà in un tempo giocoso trascorso con papà e mamma sul gabinetto, magari con qualche libro a disposizione; in altre, il bambino farà cacca e pipì direttamente nel water.


Il protagonismo e l’autonomia del bambino cresceranno con il tempo; anche in questo caso sarà compito dei genitori parlare sempre tranquillamente di cacca e pipì e aiutare il bambino a concentrarsi sulla percezione di quanto accade dentro il suo corpo («Hai il faccino rosso, forse devi fare la cacca?»; «La tua pancia sta dicendo che la cacca vuole uscire?»).


I bambini imitano il comportamento dei genitori, quindi se occasionalmente diamo loro la possibilità di osservarci anche in queste funzioni, non ci sarà bisogno di tante spiegazioni su “come si fa”, perché semplicemente vorranno fare come noi.


Un bagno a misura di bambino

Per un bambino, sentirsi a proprio agio in bagno significa avere a disposizione un luogo che sia alla sua portata, una stanza conosciuta e non ostile, dove poter agire in maniera autonoma. Con alcuni piccoli espedienti è facile organizzare qualsiasi bagno in questo senso, mettendo alla portata dei bambini un asciugamano, della carta igienica, del sapone, uno spazzolino e le altre cose necessarie alle attività di igiene personale. Prima di iniziare bisogna porsi qualche domanda, ovvero il mio bimbo, la mia bimba sa camminare e sedersi? Riesce a capire cosa gli dico?


Il bimbo deve essere pronto a questo step molto importante, in più se non fosse pronto sarebbe controproducente soprattutto perché deve capire cosa fare quando gli scappa la pipi, deve capire come trattenerla prima di arrivare sul water o sul vasino. Quando il nostro bimbo o bimba impara questa cosa allora è il momento giusto per togliere tutto! Educare alla conoscenza e alla cura del proprio corpo, all’autonomia, scoprire la dimensione dell’intimità, la capacità di ascoltarsi, fare nuove esperienze: sono questi gli obiettivi educativi di largo respiro che dovremmo avere in mente anche quando pensiamo a come far sì che il nostro bambino smetta di utilizzare il pannolino.


Avremo bisogno di tempo e gradualità, e sarà molto importante il tipo di relazione che instauriamo con nostro figlio, l’ascolto dei suoi bisogni e la proposta di diverse esperienze.


La fretta non è una buona consigliera e se la strada dal pannolino al gabinetto fa parte di un processo educativo molto più ampio, motivo per cui sarebbe meglio non attendere l’ultimo momento per pensarci.


Per tanti genitori, invece, la campanella che ricorda il “problema pannolino” suona solo qualche mese prima dell’entrata nella scuola dell’infanzia, e allora si prova a fare tutto in fretta e furia. Ma ci aspettiamo veramente che un bambino, che per i primi tre anni della sua vita non si è mai occupato di cosa accade “lì sotto”, possa poi di punto in bianco, e senza alcuna difficoltà, fare tutto subito, nel modo e nel posto giusto?


Togliere il pannolino

Se nei mesi precedenti abbiamo preparato la strada all’autonomia dal pannolino, non sarà difficile accorgersi del momento in cui il bambino è pronto per l’addio definitivo. Talvolta sarà il bambino stesso a chiedere di toglierlo.

Segnali positivi che ci dicono che il bambino è pronto a togliere il pannolino in modo definitivo sono:

• Il fatto che il bambino cominci a fare pipì e ad andare di corpo con maggiore regolarità, rimanendo asciutto per diverse ore;

• Il fatto che comprenda il significato delle parole e del compito che gli viene chiesto di eseguire;

• Il fatto che sia in grado di dire “no” se non vuole fare qualcosa;

• Il fatto che inizi a essere consapevole del proprio corpo, ad esempio indicando il pannolino quando è bagnato, o che produca suoni particolari mentre cerca di andare di corpo;

• L’imitazione del comportamento dei genitori.

• Iniziare questa importante fase di cambiamento quando la mamma (o il suo sostituto), si sente serena e tranquilla, così che possa armarsi di pazienza ed evitare di trasmettere ansia al bambino in questo processo così delicato;

• È meglio intraprendere questa nuova avventura nella tarda primavera o in estate perché fa caldo e il bambino evita di raffreddarsi se non si ha la possibilità di cambiarlo immediatamente, perché è più comodo gestire il cambio degli indumenti e il bambino, a seconda degli ambienti, può girare nudo o quasi e rendersi conto di cosa succede quando si avverte lo stimolo;

• Coinvolgere il bambino nell’acquisto del vasino e delle mutandine del colore e modello da lui preferite;

• Introdurre il vasino in bagno intorno ai 18 mesi, così che il bambino possa prenderci confidenza, anche attraverso il gioco. Per fargli comprendere la funzionalità del vasino, potete utilizzare un suo pupazzo e, sempre sotto forma di gioco, togliere il pannolino al suo amichetto e metterlo seduto sul vasino per fare la pipì. Quando inizierete la fase dello spannolinamento, direte al bambino che dovrà sedersi sul vasino e fare la pipì, proprio come ha visto fare al suo pupazzo;

• Preparare la zona del bagno dedicata al bambino: se usa il riduttore è importante procurarsi un piccolo sgabello, affinché il piccolo sia agevolato nel salire con l’aiuto di un adulto e per appoggiarvi i piedi quando fa la pipì, ma soprattutto la cacca per aiutarsi a spingere: in questo modo le ginocchia rimangono piegate, il bambino è più comodo e si possono prevenire eventuali stitichezze; lasciare qualche libro sull’argomento (Chi me l’ha fatta in testa?" di A.W. von Konigslow) e qualche giochino da utilizzare solo quando il bambino è seduto sul water o vasino, per prevenire la noia, evitare che si stanchi e stimolarlo ad andare in bagno poiché proprio lì ci sono “quei libri e quei giochi”;

• Alcuni professionisti consigliano di portare il bimbo in bagno a cadenza regolare (ogni 30/60 minuti circa): ritengo che questa pratica possa essere controproducente e provocare un rifiuto per questa nuova fase di apprendimento; utilizzate questo metodo, solo se vedete che il bambino lo accetta di buon grado. Consiglio l’utilizzo di orari prestabiliti, che danno sicurezza al bambino: per esempio la mattina appena sveglio, a metà mattina, dopo pranzo, a metà pomeriggio e la sera prima di andare a dormire; chiaramente, accompagnate il vostro bambino in bagno tutte le volte che lo richiede e che avverte lo stimolo;

• È preferibile dire con enfasi e tono propositivo “andiamo a fare la pipì?” e non “devi fare la pipì?”, perché la risposta frequente a quest’ultima domanda sarà “no”;

• Fare vedere in modo chiaro al bambino che siamo contente; complimentiamoci con lui quando usa il vasino o water, gratifichiamolo spesso, ma non con oggetti materiali: le gratificazioni più importanti sono il nostro sorriso e i nostri abbracci; è contento se battiamo le mani insieme a lui e gli diciamo quanto è bravo e quanto siamo fiere di lui. La gratificazione servirà da stimolo per continuare a provarci e a controllare l’emissione dell’urina.

• Stabilire con il bimbo un regalo speciale da andare ad acquistare insieme se riesce a fare la pipì nel vasino o water per tutto il giorno, senza bagnarsi;

• Se al bambino scappa la pipì addosso, non scoraggiatevi, non umiliate e non sgridate il bambino, ma rassicuratelo.

• Quando il bambino riesce a stare tutto il giorno senza pannolino, senza bagnarsi, si può iniziare a togliere il pannolino durante il riposino pomeridiano.


Il pannolino di notte va tolto quando lo trovate asciutto per alcune notti di seguito e non dimenticate di festeggiare le prime notti senza pannolino, affinché il bambino si senta orgoglioso e sicuro di sé.



Cose da fare:

• Mantenere la calma e sorridere molto;

• Permettere al bimbo di accompagnarvi in bagno;

• Farlo bere spesso;

• Permettergli di girare nudo dalla vita in giù quando siete in casa;

• Mettergli i pantaloni con l'elastico quando uscite;

• Esprimergli fisicamente le lodi con baci e carezze;

• Credere sinceramente che il bambino sarà in grado di farcela;

• Annotate l'ora in cui di solito va di corpo;

• Usare entrambi gabinetto/vasino prima di uscire e quando si rientra;

• Ricordare che gli incidenti non sono voluti;

• Interrompere il programma se il bimbo non è pronto.



Cose da non fare:

• Mostrare frustrazione;

• Insistere sull'argomento;

• Dire al bambino "tutti quelli che conosciamo non portano più il pannolino";

• Continuare a dirgli "sei un bambino grande, non dovresti più avere il pannolino";

• Chiedergli insistentemente "vuoi fare la pipì?";

• Esprimere delusione in caso di incidente;

• Fare smorfie di disgusto quando svuotate il vasino;

• Esagerare con le lodi;

• Continuare il programma se il bimbo non è psicologicamente pronto;

• Evitate che tutta l’attenzione della famiglia sia puntata verso la liberazione dal pannolino. Le aspettative e la pressione sul bambino potrebbero farlo sentire a disagio, rischiando che si rifiuti di andare avanti;

• Ricordatevi che l’addio al pannolino è un momento delicato per il bambino: non va proposto in concomitanza con altri cambiamenti o eventi particolarmente impegnativi (ad esempio l’ingresso a scuola, la nascita di un fratellino, un trasferimento, un lutto in famiglia);

• Evitate rimproveri, punizioni e ricatti. Armatevi di pazienza e di un kit di ricambi per i naturali “incidenti di percorso”. Attenzione ai premi: è bello festeggiare un traguardo di crescita importante, ma la felicità più grande per un bambino dovrebbe essere quella di riuscire a fare da solo, come i più grandi che vede intorno a sé;

• Se il bambino frequenta il nido, confrontatevi con il personale della struttura per agire coerentemente senza provocare in lui confusione;

• Siate sereni e abbiate sempre fiducia nel vostro bambino: se sentirà che ce la può fare, crescerà libero e felice


Di cosa hai bisogno?

Mutandine, canottiere e pantaloni comodi, da comprare insieme al bambino così che possa scegliere ciò che gli piace e renderlo partecipe attivamente e positivamente a questo cambiamento.


Cacca che fatica!

Per la cacca invece ci vorrà più tempo, lo stimolo è diverso da quello della pipi e sicuramente imparare a farla nel vasino per loro più piccoli è molto più difficile, ma non buttatevi giù riusciranno a raggiungere anche il traguardo della cacca nel giro di qualche mese.




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